La Colonna Infame
QUESTO RICCO E PROSPEROSO REGNO
IN NOME DELLA FRATELLANZA E DELL’UNITÀ D’ITALIA
DIVENNE L’IMMONDEZZAIO D’EUROPA
IN ORDINE CRONOLOGICO SI SEGNALANO COLORO CHE CONTRIBUIRONO A TALE EMPIETÀ.
- I POPOLI FRATELLI DEL NORD
TRASFORMARONO IL REGNO DELLE DUE SICILIE DA POTENZA INDUSTRIALE A TERRA D’EMIGRANTI
DEPREDARONO IL BANCO DI NAPOLI (la ricchezza complessiva dei banchi degli stati italiani era di 668 milioni di lire oro di cui 443 del solo banco del regno delle due sicilie)
TRASERIRONO AL NORD LE AVANZATE TECNOLOGIE INDUSTRIALI
CANTIERISTICA NAVALE FERROVIE
Ferdinando I Reale Opificio
1° Nave a vapore nel Mediterraneo Pietrarsa

Arsenali Militari, Industrie Tessili ecc., rasero al suolo Paesi, sterminandone le Popolazioni
Con ferocia inaudita, passarono dalla Soppressione Fisica al Genocidio Culturale, imponendo la loro storia e DISTRUGGENDO LA FONTE DI AGGREGAZIONE DI TUTTI I POPOLI : L’IDENTITA’ CULTURALE
-
I POLITICI FIGLI DEL SUD
- che consentirono, in cambio di vantaggi personali, ai colonizzatori, di utilizzare le risorse destinate al Mezzogiorno, per lo sviluppo industriale del Nord, lasciando il Sud privo di qualsiasi infrastruttura industriale e di servizi dopo 150 anni dall’annessione al Regno d’Italia.
- che gestiscono col potere dello Stato gli interessi dell’antistato
- che pur distruggendo le ultime risorse rimaste, rimangono avvinghiati alla poltrona
……e prossima iscrizione
- IL POPOLO DEL SUD
che pur pagando :
- dazio sia allo Stato che all’antistato
- per le infrastrutture che MAI avranno
- altissimo prezzo per pessimi servizi come quello scolastico, bancario, assicurativo, sanitario, sicurezza e mobilità
CONTINUA RASSEGNATO IL QUOTIDIANO
TENTATIVO DI SOPRAVVIVERE
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150 ANNI D’ITALIA
L’unità condizionata
Cadono i regimi delle ex colonie del nord Africa, regimi sostenuti dai paesi ex colonialisti, Italia compresa. Il sostegno per lo sviluppo che i Paesi occidentali offrono altro non è che la tangente versata all’oligarchia politica in cambio dello sfruttamento delle ricchezze del territorio. Non a caso sono tutte dittature filo occidentale quelle contestate da una popolazione esausta, sfruttata al pari del territorio.
Il Sud d’Italia purtroppo continua ad essere una colonia del Nord. Forse se fosse stato una ex colonia, come la Libia, anche qui ci sarebbero state le condizioni per una ribellione.
Cosa accumuna il Sud alle colonie? La politica economica. Infatti nei paesi coloniali non vi è sviluppo economico per il mancato realizzo di infrastrutture, poli produttivi, innovazione tecnologica, istruzione, ma, soprattutto con l’annientamento della memoria storica (viene imposta quella dei vincitori). La colonia, quindi, perdendo l’orgoglio delle proprie origini e delle tradizioni, si disgrega socialmente, diventando un terreno arido, incapace di produrre sviluppo intellettuale e, quindi, economico.
Cosa è stata la Cassa per il Mezzogiorno? La si potrebbe definire “una mensa alla quale hanno mangiato solamente il Nord e i signorotti politici del Sud (vedi anche mafie)”. Dopo 150 anni un ministro della repubblica si è recato nei territori del Sud d’Italia per accertare se corrispondessero a verità le voci, che cominciavano a circolare con insistenza, sulla mancanza di infrastrutture in quei territori. Ca….! è pure il ministro dell’economia! Certamente solo dell’economia del nord d’Italia. Senza infrastrutture e istruzione nessun paese libero al mondo potrà mai svilupparsi economicamente.
E tutto questo accade dopo che:
• i fondi per le infrastrutture (miliardi di euro) sono stati stanziati al 95% per la lombardia , veneto e liguria; solo il 5% è stato stanziato per l’interminabile Salerno-Reggio Calabria;
• gli stanziamenti per l’alluvione nel salernitano sono stati dirottati per sovvenzionare la Scala di Milano e altre opere al nord;
• le privatizzazioni di ENEL, TELECOM, Ferrovie ecc…. sono passate tutti a cordate di amici degli amici del nord, lasciando al Sud la ripartizione dei debiti:
• i fondi per lo sviluppo del territorio milanese, destinato all’expò mondiale, li paga il Sud alle industrie del nord che realizzano le infrastrutture;
• ecc.ecc..
Prendiamo il ciclo dello smaltimento dei rifiuti e vediamo ciò che attualmente succede, dividendo i beneficiari e i penalizzati.
Le industrie del nord smaltiscono i rifiuti tossici al Sud a costi irrisori, in affare con la camorra.
I territori del Sud subiscono il potenziamento dell’economia e della penetrazione nel tessuto sociale.
Le industrie del nord riciclano i proventi, dello smaltimento dei rifiuti e delle altre attività illegali, delle mafie con un ulteriore guadagno.
Le imprese del Sud vedono aumentare il costo del lavoro a causa, oltre che all’assenza di infrastrutture e servizi, della concessione di prestiti a un tasso 5/6 volte superiore al quello praticato al nord; se non riescono ad ottenerlo sono vittime degli strozzini.
Inoltre nei territori avvelenati dai rifiuti tossici delle aziende del nord, aumentano le tasse per la raccolta rifiuti ma soprattutto le malattie tumorali e i bambini nati con disfunzioni gravi dovute all’inquinamento del territorio.
ADESSO il nord pretende il federalismo fiscale altrimenti si incazza!
Il federalismo fiscale fu proposto per la prima volta dall’economista Musgrave per evitare che il divario economico esistente, tra stati ricchi e poveri, aumentasse considerevolmente. Serviva a rendere appetibile con minori tasse gli stati con economie più deboli.
Allo stato delle cose cosa produrrebbe la realizzazione del federalismo voluto dalla lega? Continuando l’analisi del ciclo dello smaltimento dei rifiuti, l’aumento delle malattie oncologiche nel Sud spingerà molti al viaggio della speranza verso le strutture sanitarie del nord con la conseguenza (tralasciando quella tragica e luttuosa della malattia) che i cittadini del Sud si vedranno aumentare le tasse dal Sevizio Sanitario regionale, oltre a dover sostenere le spese dirette connesso al viaggio, soggiorno e onorari vari ecc….
I cittadini delle regioni del nord si vedranno diminuire le tasse per la raccolta rifiuti, in quanto “virtuosi”, e quelle sanitarie (aumento dei bilanci delle strutture sanitarie e di accoglienza per i servizi erogati ai cittadini extraregionali).
Se veramente vogliamo celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia cominciamo a pretendere il recupero della nostra identità storica e culturale; torniamo ad essere quel popolo che non ha mai eretto mura difensive alle città ma ha fatto dell’accoglienza di tutte le culture il punto di forza; dalle quali culture ci siamo lasciati coinvolgere, salvo poi trasformarle e restituire al mondo una nuova cultura, quella universale per la quale siamo stati conosciuti e amati.
Non è vero che l’istruzione e la cultura non riempie la pancia; questo ce lo hanno propinato i nemici esterni e interni. 2000 anni di storia hanno dimostrato esattamente il contrario. Il benessere lo conosceva il Sud non chi lo ha invaso e devastato. Oggi prepariamo professionalità e le perdiamo a favore del nord che le sfrutta alla stregua di una nuova schiavitù.
Cominciamo a parlare delle grandi risorse presenti sul nostro territorio, per valorizzarle e farne delle forze trainanti, dei volani di sviluppo da contrapporre al nord e ai signorotti della politica, attualmente in circolazione, e alla loro rete clientelare. Se vogliamo rinascere c’è bisogno dell’impegno di tutti per ricostruire, non a chiacchiere o a vantaggio di nuovi despoti, il distrutto tessuto sociale, cominciando dalle scuole il recupero dallo sottosviluppo culturale.